Sono nata a Milano il 24 luglio 1985. Scrivo da sempre, Ho iniziato a pubblicare in antologie dall’età di 18 anni. Amo la letteratura post-moderna e leggere manga. Il mio mangaka preferito é Naoki Urasawa

Come il cappello

di un folle,

l’ombra è simbiotica

fino al tramonto

il senso

che rende triste l’attimo

è fingere che sia costante

anche l’attesa.


Trovo un po’ blasfemo

che cammini in casa

con la mia maglietta

davanti allo specchio

mordi le stesse labbra

che assaggiavo

anche nel forno

muscoli di polvere

colorano di blu le stoviglie

mi trovo

nel pugno due righe

cancellate dalla spinta di una matita

il treno scosta le virgole,

i conati hanno frugato le aiuole

per creare surrealistici incesti

non dimentico

di certo l’odore di bruciato

sul cuscino

che il giardino ha tante foglie,

la solitudine

di un condominio la domenica

e quella musica insana

che adesso suona come un malanno

-malattia del cuore- dicevi

e la cantavi come avrebbe fatto

un vecchio pieno di rughe,

coi polpastrelli di velluto

soffice

burro tra le cosce

che mi faceva dormire


Storie di miti

che l’impronta nell’anima

è uno specchio

ritraggo i tuoi lineamenti

nelle montagne

ogni spigolo è un chiodo

per intime passioni

-polvere,

sotterraneo ardore-

in felici chiostri

si dileguano antiche preghiere

-mi ungo di sale

mentre la neve stropiccia sul volto

un’invocazione alla paura-

nuda,

di morte danzante

in vecchie cantine

quando anche la luce

segregava gli dèi

in pastelli di retina

e pozzanghere sporche.


Come incorniciati

I blu sono quasi fiori

Che l’acqua

stagnante raccoglie

Sul verso di un sole opaco

Ti attraverso

Nel varco sottile di uno spillo

E il solo saperti,

Mi puntella il respiro

di piccoli gulp.


Sara è un nido di piovre

mentre spia

piatti che si accumulano sulla tavola.

Sara è una cometa

che spinge il cielo sulle nuvole,

ma nel rombo di un treno

scema il suo appetito,

lo stomaco un sarcofago colmo d’aceto