Parmense, vive a Busseto. Per vent'anni ha girato e vissuto in varie parti del mondo per la sua attività di ricerca. E' stata professore ordinario di Filosofia e Storia nei licei e psicoipnoterapeuta, attività che l'ha portata a strutturare una Teoria e Pratica della Dimenticanza. Autrice di cinque libri, usciti con L'Accademia del Po, tra cui il primo quaderno di Teoria e Pratica della Memoria dal titolo Lavoro della memoria; raccolte di poesia dal titolo La Bassa e Nomade e contadina; una raccolta di racconti e poesie dal titolo La via delle spezie.

La poesia di Gabriella Maria Pia Bussolati

Di Gabriella Maria Pia Bussolati

Sulla punta delle zampe

spuntano alla finestra della vecchia casa

due baffi di gatto rivoltati.

Panna e caffè sono mischiati insieme

E in molta quantità su un tavolo

Coperto di dolci e vini forestieri.

C’è pure un’eccellente uva di collina.

Ricordo un vecchio seduto su una panca.

Fumava il suo toscano

Ricordo anche le mani del fornaio

Che arrotondava la pasta per infornare il pane sulla pala

Ricordo quando l’ acqua cadeva dai tetti a precipizio

Ho ancora nelle ossa l’ umidità lasciata dal fiume debordato

Ritrovo nella camera il catino screpolato

E una comoga da caffè per far scaldare l’ acqua,

Il vaso dove scioglievo il cioccolato e la sua tazza.

Nei comodini son sistemati ancora gli orinali

Di maiolica a rammentare quello per li padrone

Di terra per non scordare quello del servitore

La scrivania ha mantenuto lo stesso candeliere.


L’ ostinata fedelta’

Del Suo abbraccio tra i ghiacci

E’ atto di fede, desiderio e risorsa

Il filo di piacere entra

Nell’ ago di un tempo

Dove il sole non tramonta

Muta di attimo in attimo

La luce sull’ olio del mare

Fermo ed increspato

Il torpore del freddo

Brucia il senso del Suo Volto

E la mia gioia pregata


INVISIBILMENTE VERI (a Giuliano)

Le nostre ceneri mischiate

Godranno il piacere

Dell’ amarsi al sole

Saranno isola

Al centro della piana

Un’ isola lontana

Dove altre voci ed altri sguardi

Non giungeranno piu’

Dove rimorso e peccato

Saranno parole sconosciute

Dove rinasceremo

Dal naufragio

Approderemo insieme

A coste perdute

In insenature sconosciute

Ci nutriremo di una nuova ora

Ci mangeremo con piccoli morsi

Assaggeremo il velo dei nostri corpi

Imbevuti dolcemente di abbandoni

Ci mangeremo con gusto

Lentamente

Eternamente insieme


La zattera attende in superficie

Per salvare

Il troppo profondo naufragare

Veglia controcorrente

Su odori e sapori di flussi imprevisti

Talismano

Che non sbalordisce, ma stupisce

Lotta come una camicia

Sopra l’ onda prepotente

Incravattata


L’ olio e’ finito

La lampada si e’ spenta

Mi devo ritirare

Al valore del prima

Aggiungero’ quello del dopo

Non so se scegliere

Significhi sacrificarsi

So di essere in attesa dell’ inondazione

Di senso comune

Che ingoiera’ l’ ultimo passo

In cerca di rifugio

Intimamente distante

Al sorriso del pianto dell’ abitudine

Camminero’ sulle rive dell’ acqua

Santifichero’ la sete del ritorno

Ringraziero’ l’ equipaggio degli amici

Che ha amato anche la mia incoscienza

Le vane agitazioni ed inquietudini

I diritti fatti di rivolte e di rovesci

Le bambole che mi giocano dentro

Mi inchinero’ a un passato che risorge

Dentro tracce incise sulla pelle mutante

In forza di un futuro gia’ presente

Le cellule di questo corpo

Scelgono per sempre

Di non scegliere

Ma di affidarsi

All’ enigma mascherato

Della contraddizione della vita

In copertina Gabriella Maria Pia Bussolati