Sono nata a Milano nel 1966 e, dopo studi di filologia classica all'Università degli Studi di Pavia comincio a lavorare in libreria. Quella che, nelle mie intenzioni, voleva essere un'esperienza provvisoria, dura in realtà 24 anni. Nel frattempo collaboro con alcune case editrici come Giunti e Astoria. Le parole sono sempre state, in un certo senso, i miei strumenti di lavoro. Piano piano ho diminuito il lavoro in libreria per cominciare quello di web content writer con cui è iniziata l'avventura di collaborazioni più o meno riuscite. Coordino L'Ottavo e collaboro con il blog di approfondimento culturale Zona di disagio

Eravamo come voi

Di Geraldine Meyer

Questo 25 Aprile, che ci apprestiamo a vivere ancora chiusi nelle nostre case, può essere più che mai motivo di riflessione. Una riflessione non generica ma su due parole in particolare: resistenza e eroi. Quale miglior modo di riflettere se non con i libri? Con uno, in particolare, che ci sembra ricco di sollecitazioni proprio sulle due parole indicate. Si tratta di Eravamo come voi, storie di ragazzi che scelsero di resistere, di Marco Rovelli. Pubblicato da Laterza nel 2015 questo testo è una raccolta di testimonianze con cui l’autore ci conduce dentro alcune singole storie di uomini e donne, poco più che ragazzi e ragazze nel momento in cui, per loro, si è posta la necessità di decidere da che parte stare.

Un libro corale in cui le voci individuali diventano una unica partitura musicale, quella stessa delle canzoni che hanno fatto da trama, più che da semplice “colonna sonora” alle lotte partigiane. Un libro che, ancora una volta, ci aiuta a capire come la Storia sia in realtà fatta dalle storie che si insinuano nelle crepe delle pagine ufficiali.

Eravamo come voi è una raccolta di testimonianze di uomini e donne che rifiutarono dopo la guerra, come durante la stessa, di venire definiti eroi, di sentirsi tali. Ciò che emerge da queste pagine è proprio questo rifiuto che non è solo semantico ma, ancor più, etico. È questo, più di qualunque altro, l’aspetto fondamentale e fondante di questo libro. Tra i sentieri della Val D’Ossola, tra i monti della Val di Susa, sulle Alpi Apuane e sugli Appennini, c’erano ragazzi e ragazze “normali” che, per caso, talvolta, e per scelta si trovarono a capire, quasi istintivamente, da che parte stare, su quale fronte combattere.

Non vi è, nelle parole di nessuno di loro, quella fastidiosa retorica di patriottismo e eroismo che metterebbero la loro scelta su un piano riservato a pochi. Quelle voci, molte delle quali ci hanno salutati per sempre, insistono sull’etica di una decisione che li ha riguardati come uomini e donne chiamati a giocare con e nella storia senza meriti o qualità particolari. Se non quella di avere capito che ci sono momenti in cui mettersi in gioco non è da eroi ma, semplicemente, da persone responsabili.

Responsabilità e Resistenza, responsabilità e resistenze. Che, nella diversità del percorso di ciascuno, si sono trovate a incontrarsi su un sentiero molto più grande di quello da cui erano partiti. Ritrovandosi in un punto comune che era quello della lotta al fascismo che aveva umiliato e portato alla rovina il paese.

Ma l’importanza di questo libro e delle voci che da esso si levano è proprio l’insistenza sulla totale assenza di eroismo. Ed è bene calcare la mano su questo aspetto. Bene lo dice lo stesso Marco Rovelli quando scrive: “La pialla che ha azzerato la memoria di quegli eventi è d’latra parte complementare a un eccesso di mitizzazione che li ha trasfigurati. […] Ma dietro il mito, ci sono le storie normali e perfino banali di quegli uomini e quelle donne. Dietro una storia epica e gloriosa, ci sono i moti più lievi e impercettibili dell’animo. […] Le resistenze, prima della Resistenza. […] Ecco, quegli uomini normali che scelsero di resistere seppero rispondere a una chiamata. Se anche era solo il caso a imporlo, i singoli uomini dovevano pronunciare un Sì, per innescare il processo della loro liberazione. Dovevano volerlo, il proprio destino. Quel Sì è il principio di responsabilità che fonda ogni etica, e ogni politica.”

E tutto ciò, leggendo il libro, appare ancora più evidente nelle storie di quegli uomini e di quelle donne. Appare evidente nei percorsi di vita intrapresi e seguiti da ciascuno di loro. Percorsi in cui la loro scelta etica e politica è continuata ben oltre la Resistenza, vedendoli chi operai/sindacalisti, chi impegnati nella politica locale e nel sociale. Sempre con la barra dell’etica e dell’impegno ben dritta e salda. Alcuni di loro sono anche diventati “lavoratori della parola” mettendo nelle pagine di libri le loro esperienze o scrivendo su giornali. Ma sempre in una sorta di continuità all’interno di un percorso di lotta. Come se quelle montagne su cui a lungo vissero fossero sempre dentro le loro parole e i loro gesti. Perché è il racconto a tenere vive le cose, anche il racconto fatto di azioni e gesti post guerra.

Eravamo come voi, storie di ragazzi che scelsero di resistere Book Cover Eravamo come voi, storie di ragazzi che scelsero di resistere
Marco Rovelli
Storia, testimonianze
Laterza
2015
257 p., brossura