Un fervente lettore con la passione per la parola. Sono nato il 25 novembre del 1982 e abito in un paesino del Tirreno cosentino di seimila anime. Proprio in terra calabra mi dedico alla professione giornalistica. Dopo essermi diplomato in Ragioneria, mi sono tuffato negli studi umanistici con il coraggio tipico del profano, conseguendo la laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Vicino alla storia ho poi messo la letteratura, la filosofia e tutte quelle cose di cui proverò a parlarvi. L’obiettivo è creare un linguaggio personale nel quale voglio sciogliere nevrosi e ossessioni, perché leggere e scrivere curano tutti i mali. Trovo sempre un buon motivo per leggere un libro e ne parlo sempre con passione anche su Satisfiction, Gli amanti dei libri e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Se vuoi puoi anche seguirmi sulla mia pagina facebook Dispersioni82.

Stefano Biolchini – Virginia nel cassetto

Di Martino Ciano

Ci sono storie che il tempo seppellisce e che involontariamente gli uomini riportano alla luce. Alcune di queste confermano convinzioni ataviche, come se lo spirito che guida le epoche fosse specchio della necessaria predestinazione che le muove; altre invece sono state semplicemente archiviate frettolosamente, fin quando non arriva un nuovo giorno del giudizio che dà a tutto il giusto valore.

Appartiene alla seconda categoria la storia di Virginia, rampolla dei Corsini, famiglia della nobiltà sarda. Lei è una donna d’altri tempi, lontana dall’educazione del ventennio fascista. È una girovaga in cerca del suo posto nel mondo e testarda come solo i sardi sanno essere. La sua vicenda è tragica, ma come tutte le tragedie è guidata dalla passionalità, dalle emozioni, da un alto senso della giustizia.

Per decenni la famiglia nasconde la sua storia, ponendola nei meandri oscuri della memoria. Sarà Andrea, dopo la morte del padre, a iniziare una vera e propria indagine che da Parigi lo riporterà in terra sarda, dove tutto ha avuto inizio. E proprio qui, questo giovane appartenente a un’altra generazione dei Corsini, ormai decaduti e trascinati nelle liquide tensioni del XXI secolo, cercherà notizie su Virginia.

Il romanzo di Biolchini è un piccolo diamante che squarcia il drappo nero di una letteratura sempre più impegnata nel raccontare sé stessa che non storie. L’autore è legato sicuramente alla tradizione della sua terra, sprazzi di Deledda e di Satta appaiono in più occasioni, e questo non è un male. Qui, infatti, parliamo della dura ruralità, di emozioni bucoliche, di onore e rispetto che devono combattere contro il pregiudizio, di vite che il tempo inghiotte e di cui restituisce gli scarti, di un mondo che non c’è più e di cui a volte si può sentire la mancanza.

Se è vero che la letteratura ha anche il compito di sfidare le epoche e di estrapolare dalla pancia del tempo ciò che ancora non è stato assimilato, allora, il romanzo di Biolchini è riuscito perfettamente nell’intento, visto che, come in Satta, non capiremo chiaramente se tutto sia frutto della fantasia o se qualcosa sia realmente accaduto, ma, di sicuro, comprenderemo che la storia necessita di riscritture. Proprio per questo motivo, lo stile dell’autore ci riporterà tra linguaggi remoti, tra paesaggi antichi, tra nobili ideali, tra qualcosa che ancora chiede di essere raccontato, perché mai esiste un giudizio definitivo.

Virginia nel cassetto Book Cover Virginia nel cassetto
Stefano Biolchini
Letteratura
Caffèorchidea
2019
260 p., brossura