Diploma maturità classica – Laurea in Giurisprudenza in 3 sessioni e mezza – Pratica legale – Pallavolista di successo – Manager bancario e finanziario – Critico musicale dal 1977 – 6 mesi esperienza radio settore rock inglese ed americano – Studi continuativi di criminologia ed antropologia criminale – Lettore instancabile – Amante della letteratura noir e “gialla “ – Spietato con gli insignificanti. Fabio è venuto a mancare nel maggio del 2017. Ma noi abbiamo in archivio molte sue recensioni inedite che abbiamo deciso di pubblicare perché sono davvero parte della storia della critica musicale italiana

Prodotto da Butch Vig, batterista dei Garbage ma, soprattutto, produttore di “Nevermind” dei Nirvana, il grande crack del 1991, questo doppio lp, singolo in formato cd, di quello che è stato il gruppo più importante nella storia di New York, disintegrato dalla separazione coniugale, prima che artistica, dopo ben 35 anni, tra Thurston Moore, chitarra e voce e sua moglie Kim Gordon, basso e voce (gli altri erano Lee Ranaldo, chitarra, e Steve Shelley, batteria ), ci ha scombussolato non poco, dal 2011. Qui abbiamo ancora un disco feroce e dissonante, un capolavoro di sicuro, specie nelle parti più melodiche, non replica le vette di “Daydream nation”, ma assicura una musica “superiore”. La cacofonia rock delle due iniziali “100%” e “Swimsuit Issue” viene letteralmente “cappottata” dalla musicalità sempre in ascensione di “Theresa’s sound-world”, cantata da Moore, in modo strascicato, ma soprattutto stuprata dalle due chitarre e dal basso della Gordon, bravissima, come sempre, mentre il suono si arrampica letteralmente sui muri, prima del meraviglioso e lungo arpeggio finale. Un’autentica bomba. Brani così, oggi, 2017, non solo non si suonano più, ma, soprattutto, non si creano più. Più di sinistra di loro, a New York, credete, non c’è stato nessuno, ma era un modo di proporre quasi il marxismo ed il “rumore”, con le chitarre accordate a rovescio, che ha lasciato un vuoto incolmabile. Questo pezzo mette i brividi, lascia senza fiato, fa sudare. “Drunken butterfly” spacca i timpani, la Gordon la canta con ansia orgasmica e grinta, mentre tutto sferraglia attorno a lei. Altro che post-industrial: qui, siamo in un’acciaieria senza tregua! “Shoot” parte con un cicaleccio chitarristico da paura, poi, il basso della Gordon innesta un tribal rock anfetaminico da paura. Ma come suonano e lei come canta. Accattivante da subito, nonostante i tempi dispari e pure scomodi, è una delle tracce guida di tutto il disco. Tutto attorno le chitarre fanno l’effetto che facevano i lupi nel “Dracula ” di Coppola: pericolosissimi e con gli occhi fosforescenti nel buio della notte più cupa. Brano bellissimo e di avanguardia reale e non schizzinosa. Kim nel finale canta con voce rabbiosamente adolescenziale e l’effetto è ancora più sconvolgente. Pestilenziale. “Wish fullfilment” parte nella nebulosa di una galassia lontanissima, la chitarra è distorta ed arpeggiata in profondità. Rock che alterna una virulenza quasi belluina a momenti di catartica estasi, resta un capitolo fondamentale nell’album. Canta Moore e le chitarre creano il consueto “muro “. La melodia, quando torna a galla, è bellissima. “Sugar Kane ” è durissima, ma abbastanza orecchiabile, dietro il muro di feedback, molto monotematica, quasi ossessiva, prima dello “squarcio sonoro ” centrale. Bella pure questa, non c’è che dire. “Youth against Fascism”, sicuramente riferito a loro stessi, tra gli altri, è aspra e dissonante, giustamente fastidiosa. “Nic Fit” è punk e dura.
“On the strip “, cantata dalla Gordon, è l’ennesima perla di un disco che ti scava dentro come pochi altri. Brava al basso, ma Moore e Ranaldo alle chitarre le creano attorno un cosmo di dissonanze intelligenti. Come detto, altro gioiello di gran pregio.
“Chapel Hill” prova a ricordarsi del concetto di canzone, ma dura poco questa pia intenzione….. Brano rock nevrotico ed urbano, disegna scenari bui ed inquietanti in modo assai efficace, grazie al “tiro” delle 2 chitarre e del basso della Gordon, sempre perfetto.
Brano che è anticipatore di quello che accadrà negli anni successivi fino alla fine: la ricerca della melodia dietro al rumore. “JC” : ci vuole tanto coraggio per suonare e produrre un disco come questo, infischiandosene dei benpensanti e dei semplicioni. Bella melodia senza interruzioni alla ricerca di un orgasmo (canta Kim) in scala ascensionale perenne. Bella! “Purr” è quasi uno scherzo sonoro studentesco, a ritmo folle, Bella e musicale, ma pure parecchio sconnessa. Fascino irresistibile, “Creme Bruleè” chiude, cantata dalla Gordon, un disco di grande spessore ed arte alternativa. Uno dei migliori “doppi ” della storia del rock. Sonic Youth, il rumore che avanza nel rock.

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Sonic Youth
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1992