Sono nata a Milano nel 1966 e, dopo studi di filologia classica all'Università degli Studi di Pavia comincio a lavorare in libreria. Quella che, nelle mie intenzioni, voleva essere un'esperienza provvisoria, dura in realtà 24 anni. Nel frattempo collaboro con alcune case editrici come Giunti e Astoria. Le parole sono sempre state, in un certo senso, i miei strumenti di lavoro. Piano piano ho diminuito il lavoro in libreria per cominciare quello di web content writer con cui è iniziata l'avventura di collaborazioni più o meno riuscite. Coordino L'Ottavo e collaboro con il blog di approfondimento culturale Zona di disagio

Tredici autori e quattordici racconti.  Viterbo in noir. Antologia di racconti gialli-noir, mandato in libreria dalla Fratelli Frilli Editori, raccoglie una multiforme messa in scena di delitti e misteri in cui, a fare da filo rosso, è la città di Viterbo e la sua solo apparentemente sonnacchiosa provincia. Tutto nasce da un’idea di Federica Marchetti che, del libro è la curatrice e che, ad un certo punto decide di riunire un gruppo di scrittori (e amici) per dare vita ad un libro i cui racconti hanno una particolarità: all’interno di ciascuno appare, come personaggio, uno degli autori stessi. Una specie di esperimento metaletterario, un gioco certo, ma anche un modo per dare unità a racconti molto diversi tra loro, e per stile e per contenuto.

Gli autori presenti nella raccolta hanno una lunga, reciproca frequentazione avendo, in vario modo, collaborato alla fanzine creata da Federica Marchetti, dal 2006 anche sito (www.ilgattonero.it), alla rassegna Viterbo in giallo e a manifestazioni come Giallolatino, Tolfa Gialli & noir, Sovana in arte. Ora, in questa raccolta, si cimentano in una prova di scrittura in cui, come riportato in quarta di copertina “l’obbligo è che almeno uno dei personaggi (vittima, assassino, investigatore, informatore, testimone, cameo, narratore o altro) sia uno di loro.

Un gioco di specchi, di rimandi, di fantasia, certo, in cui però appare la forte conoscenza sia dell’ambiente, sia della città sia del suo clima che appare favorevole all’ambientazione di storie gialle e noir. Viterbo e la sua provincia diventano dunque teatro e cornice perfetta per le storie, dimostrando – come ci dice la stessa Federica Marchetti – location ideale. “Sì – dice Federica – Viterbo è una città che nell’immaginario di chi, soprattutto, la guarda fuori, appare perfetta per racconti gialli e noir. Forse per la sua struttura medievale, l’idea delle mura che la circondano con le porte che, nel passato, ad una certa ora venivano chiuse, con i suoi edifici dall’aspetto imponente e misterioso. E la sua provincia, come tutti i territori di provincia, sostiene perfettamente la struttura di racconti come questi proprio per il contrasto tra apparente tranquillità e terreno ideale per passioni noir”

Federica Marchetti è una appassionata studiosa di gialli e di noir, oltre che scrittrice, che fin dai tempi dell’adolescenza si appassiona a questo genere di letteratura: “Ho cominciato da ragazzina a leggere gialli. Tutto comincia con i gialli con protagonista Nancy Drew, pubblicati in Italia dalla Mondadori, nella mitica collana Il giallo dei ragazzi. Da allora non mi sono più fermata e la passione della lettura è diventata sempre più strutturata, tanto da diventare anche oggetto di studio. Fino alla laurea con una tesi su Leo Malet e la sua Parigi. Una tesi sperimentale che piacque moltissimo.”

La chiacchierata con Federica non si ferma solo a questo Viterbo in noir ma spazia anche dal successo della letteratura gialla e noir, un settore che, nel mercato editoriale nostrano, sembra non conoscere battute d’arresto per arrivare a Simenon e lo stesso Malet: “Credo che, almeno in parte, il successo di questo tipo di letteratura, possa essere letto come un, spesso morboso, interesse per il pettegolezzo, per l’intrigo, per il fatto di cronaca che diventa di dominio pubblico con una grossa componente di spettacolarità. Certo la letteratura gialla e noir è molto più di questo. Soprattutto il noir che ha anche componenti di denuncia sociale, con storie in cui, a differenza dei gialli, non si arriva ad una soluzione. Certo, noi non avevamo, con questo libro, né l’ambizione né l’idea di fare denuncia sociale. Voleva, ed è stato un divertissement che però tenesse conto delle regole ben precise che il giallo e il noir impongono a chi scrive.”

Federica, nel suo lavoro di curatela del volume, non ha voluto toccare lo stile degli autori, limitandosi a intervenire solo, dove ce ne fosse bisogno, correggendo eventuali refusi: “Per me era importante che lo stile di ciascuno fosse rispettato ed emergesse proprio nelle differenze. E devo ringraziare, per questo, l’editore che dopo una piccola incertezza iniziale, ha capito che la coerenza del libro poteva essere data proprio dall’ambientazione e non da una certa “somiglianza” nello stile di scrittura.”

E il bello è proprio questo, leggere storie che hanno sì un sottile filo rosso (Viterbo e l’idea di fondo) ma sono specchio di autori molto diversi l’uno dall’altro, con esperienze, lavori e conoscenze molto differenti. Basti pensare che, solo per fare un esempio, tra gli autori c’è Maurizio Blini, ex poliziotto, o Gino Saladini che è criminologo e medico legale o ancora Nicola Marchetti che, da anni, segue la scrittura di alcune delle più famose fiction Tv italiane di genere poliziesco. Per non fare torto a nessuno degli autori, citiamo anche gli altri che, insieme alla stessa Federica, hanno dato vita a questa antologia: GianLuca Campagna, Andrea Franco, Enrico Luceri, Marco Manincangeli, Fabio Monteduro, Mario Quattrucci, Sandro Spanu, Francesca Ventura e Nicola Verde. Tutte persone che, pur non essendo di Viterbo, hanno dimostrato una accurata conoscenza della città e del suo territorio: “Ancora una volta – dice Federica – la “responsabile” sono io. Tutti loro sono, oltre che colleghi, amici che hanno conosciuto il viterbese con me. Quindi è venuto loro abbastanza naturale confrontarsi con questa ambientazione.”

Agli amanti del genere dico di non lasciarsi “scoraggiare” dalla precisa collocazione geografica. Questi racconti hanno, certo, la Città dei Papi come protagonista, ma sono davvero intriganti anche al di fuori dei confini tusciani. “Ma certo – ci dice ancora Federica – anzi la cosa interessante è proprio la geografia. Frilli, non a caso, è un editore molto attento alle realtà territoriali e ha dato vita a molte pubblicazioni gialle e noir ambientate in regioni specifiche o singole città. La collocazione specifica non è un limite, anzi è una forza per questo tipo di letteratura.”

E allora buona lettura a tutti e grazie a Federica e al suo instancabile lavoro culturale (circoli del libro, festival, presentazioni di libri) in una realtà, quella viterbese, non certo facile da questo punto di vista

Viterbo in noir. Antologia di racconti gialli-noir Book Cover Viterbo in noir. Antologia di racconti gialli-noir
AA.VV. A cura di Federica Marchetti
Racconti gialli e noir
Fratelli Frilli Editore
2019
203