Un fervente lettore con la passione per la parola. Sono nato il 25 novembre del 1982 e abito in un paesino del Tirreno cosentino di seimila anime. Proprio in terra calabra mi dedico alla professione giornalistica. Dopo essermi diplomato in Ragioneria, mi sono tuffato negli studi umanistici con il coraggio tipico del profano, conseguendo la laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Vicino alla storia ho poi messo la letteratura, la filosofia e tutte quelle cose di cui proverò a parlarvi. L’obiettivo è creare un linguaggio personale nel quale voglio sciogliere nevrosi e ossessioni, perché leggere e scrivere curano tutti i mali. Trovo sempre un buon motivo per leggere un libro e ne parlo sempre con passione anche su Satisfiction, Gli amanti dei libri e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Se vuoi puoi anche seguirmi sulla mia pagina facebook Dispersioni82.

Franz Krauspenhaar – La presenza e l’assenza –

Di Martino Ciano

Un po’ Nick Balane e un po’ Philip Marlowe. Questo l’identikit di Guido Cravat, l’investigatore privato creato da Krauspenhaar e protagonista di questo noir esistenzialista, in cui non mancano quei passaggi ironici che rendono più digeribile la cruda realtà.

E ci vuole un po’ di sano humor, soprattutto in un genere che rischia di ripetersi. È importante far vedere quanto possa essere inconcludente la logica investigativa. Siamo stufi dei soliti poliziotti o dei meravigliosi eroi dall’intelligenza superiore o che vengono sempre aiutati dal destino. Abbiamo bisogno di investigatori privati che non ne azzeccano una, che seguono la logica dei propri tormenti, che sono disillusi. Non a caso, ho iniziato questa recensione tirando in ballo Balane, protagonista dell’insuperabile Pulp di Charles Bukowski, e Marlowe, l’indimenticabile “sfigato” generato dalla penna di Raymond Chandler.

Cravat custodisce in sé molte caratteristiche di questi personaggi e ciò aiuterà anche il lettore a badare di più al “tema” del romanzo che non alla “trama”. In poche parole, sarà come leggere un Dürrenmatt in chiave moderna in cui la tipica struttura del giallo-poliziesco, con tutte le sue perfette concatenazioni, va a farsi benedire (La Promessa ha fatto scuola).

La presenza e l’assenza è ambientato nella “gioiosa” Milano. La moglie di un ricco industriale scompare nel nulla, ma l’uomo non vuole che le forze dell’ordine indaghino sul caso. Di qui, la decisione di ingaggiare due investigatori privati, il tormentato e un po’ sfigato Cravat e il sadico Saluzzi. Il resto lo lasciamo scoprire ai lettori. Ma, come detto, non ci troviamo di fronte al solito noir-poliziesco, questo è un romanzo che necessita di una lettura approfondita. Nonostante sia scorrevole, ogni pagina incuriosisce perché gioca tra “detto-non detto-intuibile”, e bisognerà arrivare alla fine per trovare tutte le risposte, anche se, in alcuni punti non basterà una sola lettura.

Franz Krauspenhaar (Foto da wikipedia)

Per quanto ironico e sfortunato, Cravat è un borderline che non nasconde la sua difficoltà ad adattarsi alla realtà e alle sue regole. Ma in tutto questo, con poche parole, con pochissimi “giri di giostra”, si arriva alla conclusione che “assenza” e “presenza” sono facce della stessa medaglia.

Infatti, tutto potrebbe essere solo un’invenzione.

La presenza e l'assenza Book Cover La presenza e l'assenza
Franz Krauspenhaar
Noir
Arkadia Editore
2020
160 p., brossura