Diploma maturità classica – Laurea in Giurisprudenza in 3 sessioni e mezza – Pratica legale – Pallavolista di successo – Manager bancario e finanziario – Critico musicale dal 1977 – 6 mesi esperienza radio settore rock inglese ed americano – Studi continuativi di criminologia ed antropologia criminale – Lettore instancabile – Amante della letteratura noir e “gialla “ – Spietato con gli insignificanti.

Secondo, grande disco dei Magazine, questo “Secondhand Daylight” del 1979, come detto, l’anno migliore in assoluto della musica rock da sempre. Questo è l’ennesimo dei grandi dischi usciti in quei dodici “magici” mesi. Howard Devoto alla voce ( e che voce!), John Mc Geoch alle chitarre, Barry Adamson al basso, Dave Formula alle tastiere e Shelley alla batteria. Questo secondo album della formazione londinese è più “lavorato” rispetto all’irresistibile esordio, di diritto da me collocato ne I MONOLITI, tra i capolavori imperdibili, ma riesce a mantenere, miracolosamente, la magia del suono iniziale della band ed a regalarci altri brani indimenticabili sicuramente. 9 sole composizioni per 42 minuti e 51 secondi di durata. Si parte con l’organo profondo e trascinato di Formula, il sax filtrato di Mc Geoch (già, suona pure il sax!), poi, Adamson, al basso, innesta, questa melodia “mortifera” (con loro il respiro della sorella di misericordia è sempre presente!). Devoto la possiede con malignità brutale e cattiveria pervicace. Sciabolate di chitarra, organo profondo ed una voce UNICA! La composizione è del tastierista Formula , testimonianza di una sua crescita autenticamente irresistibile. Il tono mellifluo della voce del leader non fa dimenticare le sue asprezze. Una melodia diabolicamente celestiale si innalza improvvisamente come un gelido vento invernale abitato da spettri gelidi e che fanno rabbrividire. La cattiveria, quasi medioevale, della musica non ti molla, come una presa ferrea al collo, l’organo e la batteria militaresca fanno il resto, con la voce di Howard che diventa il respiro infernale del demonio. Capolavoro. “Rhythm of cruelty” , musica Mc Geoch-Adamson, è un brano meno solenne rispetto al precedente e molto più semplice nella struttura. Ottime le performance dei due autori ai rispettivi strumenti. Brano di netta derivazione punk , anche se più disteso e meno nevrotico. Normale per gente come loro. “Cut-out shapes” parte sui bassi e coi rantoli delle tastiere, Devoto si reimpossessa della musica e canta da par suo. Vera Amanda Lear maschili, sui toni bassi fa letteralmente impazzire. E qui la melodia torna ad essere mefistofelica. La musica, guarda caso, qui è di Howard e si sente ! Questi sono i Magazine che sono rimasti impressi nella leggenda del rock. Rallentamenti improvvisi e rullate di tamburi non diminuiscono i “fischi della cattiveria ” di Devoto. Bella. “Talk to the body” , ancora sull’asse basso- organo, musica di Mc Geoch, vede Devoto districarsi su un tema assai difficile da rendere nel cantato. Anche lievemente sincopata , la song decolla solo dopo ripetuti ascolti. La maggior democrazia nella suddivisione delle composizioni , come sempre avviene nel rock, paga solo assai parzialmente . Meglio quando la barra resta nelle mani dello scorbutico leader. “I wanted your hearth” parte su un tempo assolutamente dispari ed evidenzia un basso ed un pianoforte notevoli. Musica di Formula- Adamson. Howard canta in modo cabarettistico e strisciante allungando le parole a suo piacimento. Clima tempestoso e nervoso. Mc Geoch innesta un cambiamento , con rotazione completa di 360° che aumenta la valenza , ma pure un po’ la confusione del brano. “The thin air” è solo strumentale. E’ solenne, quasi ecclesiastica nel suono dell’organo, profonda composizione di Mc Geoch, la cosa migliore da lui inventata per il disco, lo vede impegnato a lungo al sax. La musica inizia a saltellare sul synth di Formula, bravissimo, E , poi, si inabissa nelle profondità del mare o del cielo, fate voi, con passo cadenzato ed irresistibile. L’aria che si respira, manco a dirlo, è sepolcrale. Mai avventurarsi la notte in un bosco con questo suono che si sparge tutt’attorno!!!!!. Capolavoro. “Back to nature”, sempre del tastierista Formula. Pianoforte e sintetizzatore imprimono una profondità notevole. Il cantato è cattivo e metallico. “Believe that iI understand” è quasi glam, sia nel suono che nella voce. Devoto canta con impegno che pare relativo, quasi pigramente , ma lo fa apposta. La musica è sua e di Adamson. Grande la voce di Howard nel finale , soprattutto. C’è la sua “anima cattiva ” .” I wiil drug you and fuck you on the permafrost” canta Devoto nel suo capolavoro conclusivo del disco. Portata avanti da un basso -mammouth di Adamson , con staffilate sia della chitarra che delle tastiere, è il SUO FESTIVAL ASSOLUTO . Ma come cantava questo signore! Musica da ipnosi psichedelica. ” Permafrost” è il capolavoro finale del disco. Devoto il “mimo osceno ” che danza muovendo il bacino sullo sciabordio indimenticabile del synth di Formula. E grande pure il “solo ” di Mc Geoch alla chitarra. ” Voglio drogarti e possederti sul terreno ghiacciato ” canta il demoniaco Devoto. Album a livelli di eccellenza , seppur inferiore rispetto al capolavoro di esordio. SECONDHAND DAYLIGHT : UNA TESTA INFILZATA SU UNA PICCA . Immortali.

Secondhand Daylight Book Cover Secondhand Daylight
Magazine
Rock
1979