Laura Vargiu è nata a Iglesias, nel sud della Sardegna. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Cagliari con una tesi in Storia e istituzioni del mondo musulmano, è presente con poesie e racconti in diverse raccolte antologiche nazionali. Vincitrice del Premio Letterario “La Mole” di Torino nel 2013 e autrice di alcune pubblicazioni di poesia e prosa, tra cui “Il cane Comunista e altri racconti” (L'ArgoLibro Editore), fa parte della redazione della rivista di poesia e critica letteraria “Euterpe” e della giuria di alcuni concorsi letterari.

“Un’editoria di passione e per passione”: intervista a Fabrizio Zollo, l’editore di Via del Vento

Di Laura Vargiu

È una storia affascinante, quella che ancora racconta via Vitoni a Pistoia, la vecchia “via del Vento” dalla tradizione profondamente letteraria. Una storia che, attraverso i numeri civici che videro dimorare importanti nomi di scrittori e poeti del Novecento e il ricordo dell’odore dell’inchiostro di una tipografia che stampava riviste letterarie e socio-politiche, giunge fino ai nostri giorni con le Edizioni Via del Vento che continuano ad avere sede nella medesima via al numero 14.

Nata nel 1991 per iniziativa di Fabrizio Zollo, la piccola casa editrice pistoiese festeggia i trent’anni di attività. Tre decenni durante i quali è stato dato corpo a un catalogo di oltre duecento titoli suddivisi in ben quattro collane, di cui soltanto una (“Ocra Gialla”) è tuttora attiva; tre decenni di intenso lavoro portato avanti con grande passione, tra tante soddisfazioni e – è facile ipotizzare – ancora più numerosi sacrifici.

I volumetti di Via del Vento (una quarantina di pagine su carta pregiata a un prezzo di copertina molto contenuto) propongono testi inediti e rari di importanti autori italiani e stranieri del secolo scorso, rappresentando una preziosa occasione sia di approfondimento in relazione a nomi della letteratura già ampiamente famosi sia di scoperta vera a propria nel caso di letterati ancora semisconosciuti al grande pubblico nel nostro Paese. Un contributo notevole al mondo dell’editoria nostrana che, come noto, è in sofferenza ormai da lungo tempo. Abbiamo rivolto qualche domanda a Fabrizio Zollo, classe 1946, fondatore, curatore e anima delle Edizioni Via del Vento.

Fabrizio Zollo

Dottor Zollo, come è nata la casa editrice Via del Vento? E come nasce la sua passione per il mondo dell’editoria?

Ho sempre avuto un amore per la letteratura e quando mi accorsi che via del Vento (attuale via Vitoni), dove avevo acquistato nei primi anni Ottanta un atelier per coltivare la mia passione per la pittura, era stato il centro della letteratura pistoiese del Novecento (vi avevano vissuto la scrittrice Gianna Manzini, il poeta ermetico Piero Bigongiari, lo scrittore Sergio Civinini), ho pensato di fondare le Edizioni Via del Vento per cercare di mantener viva la tradizione letteraria della via.

Via del Vento – Pistoia Fonte viadelvento.it

Le Edizioni Via del Vento pubblicano per lo più testi inediti e rari del Novecento, offrendo la possibilità di scoprire autori qui da noi ancora poco noti o di riscoprire nomi già celebri della letteratura mondiale attraverso testi mai pubblicati in precedenza. Quale autore da lei portato per la prima volta in Italia o, eventualmente, riportato all’attenzione dei lettori dopo lunghi anni di oblio la rende più fiero?

I nomi sarebbero tanti, ma se ne devo dire soltanto uno ricorderò la pubblicazione inedita in Italia del primo racconto in assoluto scritto dal giovane Ferdinand Céline, «Le onde». Per altri nomi rimanderei al catalogo.

Si rammarica, invece, di non aver ancora in catalogo qualche nome in particolare?

Tanti anche questi: Tommaso Landolfi, Dino Buzzati, Elsa Morante, Anna Maria Ortese… Non è che non ci abbia provato, ma ad oggi non ci sono riuscito, a causa di problemi di diritti d’autore.

Che cosa significa oggi essere un editore? Quali difficoltà si incontrano maggiormente?

Nel mio caso, quello di un piccolo, piccolissimo editore, le difficoltà sono legate alla distribuzione, alla visibilità, ai costi a malapena compensati dalle entrate. È un’editoria di passione e per passione.

Sarebbe interessante raccontare come vede la luce un volumetto delle Edizioni Via del Vento. In che modo vengono individuati i testi da tradurre (nel caso di autori stranieri) e quali tappe seguono sino alla pubblicazione?

Il primo passaggio della catena editoriale parte dalla mia predilezione per alcuni autori italiani o stranieri di cui vorrei pubblicare dei racconti inediti in Italia, se vi sono. Il secondo passaggio è la mia proposta di questi nomi ai potenziali esperti di quegli autori e se questi esperti raccolgono la mia sollecitazione, si mettono alla ricerca di eventuali testi inediti. Il terzo passaggio, in caso i curatori trovino dei racconti inediti, è quello in cui questi mi propongono (in caso di autori stranieri) saggi di traduzione dei vari racconti, che io selezionerò per la pubblicazione. Il quarto passaggio è l’affidamento al curatore della traduzione dei racconti scelti e della redazione degli apparati (biografia dell’autore e postfazione). Il quinto e ultimo passaggio è la pubblicazione e la distribuzione nelle librerie.

Il marchio delle edizioni Via del Vento per gentile concessione dell’editore

Le Edizioni Via del Vento festeggiano quest’anno ben tre decenni di attività: un anniversario importante che diventa di certo occasione per fare un bilancio complessivo e, al tempo stesso, progetti per il futuro.

Il bilancio è quello di essere riuscito a pubblicare 224 titoli di testi inediti o rari di grandissimi e grandi autori italiani e stranieri del Novecento che non si trovavano in Italia. Progetto per il futuro è quello di continuare, o meglio resistere, con la pubblicazione della collana quadrimestrale superstite «Ocra gialla», che tratta sempre racconti inediti in Italia di grandi letterati italiani e stranieri del Novecento.

Il mercato editoriale, in generale, non naviga in buone acque da lungo tempo ed è risaputo come in Italia si legga ancora poco. A suo parere, di quali aiuti concreti ha ora bisogno il mondo dell’editoria? Che cosa dovrebbe fare la politica a sostegno della cultura?

A mio parere gli enti pubblici (Stato, Regione, Comune), ognuno per le proprie competenze, dovrebbe sostenere e promuovere l’editoria in generale, e la piccola in particolare, con tariffe postali molto più agevolate di quelle attuali, con fiere dell’editoria a costo zero per i piccoli editori, con più numerose trasmissioni sul servizio pubblico nazionale, regionale e locale dedicate alla novità editoriali.

Come vede il futuro dell’editoria nel nostro Paese?

Bene quanto a produzione, meno bene quanto a numero di lettori, comunque una visione ottimistica sul fatto che l’oggetto libro cartaceo sopravvivrà a qualsiasi sfida informatica.

Che cosa consiglierebbe a un giovane intenzionato ad aprire una casa editrice?

Di pensare alla passione per libri di qualità e non ai soldi.

Lei è editore e fotografo: letteratura e immagini vanno alla ricerca, in definitiva, di un tipo di bellezza poi così diverso?

La bellezza è un concetto astratto che si declina, si incarna indifferentemente sia nell’immagine fotografica, sia in un’opera pittorica, sia nell’oggetto libro e non attiene esclusivamente all’impatto iconografico di una foto, di un dipinto, di una copertina di un libro sul campo emotivo dell’osservatore di quel prodotto, ma si estende anche e soprattutto ai contenuti intrinseci di quel prodotto, senza i quali quell’immagine di bellezza sarebbe una vuota crisalide.

Lei ha firmato una bellissima postfazione, che induce a serie riflessioni, per il volumetto Una piccola voce di Etty Hillesum, pubblicato nel 2014 nella collana “Ocra gialla”. Quanto la letteratura in generale può ancora contribuire a rendere il mondo migliore, o è solo pura utopia?

La letteratura, col messaggio positivo che dal libro passa nell’animo permeabile del lettore non è un’utopia bensì forse l’unica speranza di un mondo migliore, perché lavora in silenzio a livello psicologico nell’ambiente più privato, diretto e ricettivo dell’individuo, la sua casa, senza mediazione che non sia quella tra l’autore e il lettore.

Che cosa augura alle sue Edizioni Via del Vento per gli anni a venire?

Di durare almeno sino a quando dura il suo demiurgo, curatore e facchino.  

I tre volumi della collana Ocra Gialla pubblicati nel 2020 (Foto di Laura Vargiu)

I nostri migliori auguri, dunque, alle Edizioni Via del Vento, nonché al loro “demiurgo”! Ringraziamo il dottor Zollo per aver accettato di rispondere alle nostre domande e invitiamo tutti i lettori a visitare il catalogo della casa editrice sul sito www.viadelvento.it . Oltre che in libreria, i volumetti possono essere ordinati anche scrivendo direttamente all’editore; è possibile abbonarsi, inoltre, alla collana “Ocra gialla” che prevede l’uscita annuale di tre pubblicazioni all’incirca con cadenza quadrimestrale.