Sono nata a Milano nel 1966 e, dopo studi di filologia classica all'Università degli Studi di Pavia comincio a lavorare in libreria. Quella che, nelle mie intenzioni, voleva essere un'esperienza provvisoria, dura in realtà 24 anni. Nel frattempo collaboro con alcune case editrici come Giunti e Astoria. Le parole sono sempre state, in un certo senso, i miei strumenti di lavoro. Piano piano ho diminuito il lavoro in libreria per cominciare quello di web content writer con cui è iniziata l'avventura di collaborazioni più o meno riuscite. Coordino L'Ottavo e collaboro con il blog di approfondimento culturale Zona di disagio

Storie dimenticate. La resistenza antifascista nel viterbese

Di Geraldine Meyer

Interessante e approfondito il lavoro di ricerca che Giorgio e Lucrezia Fanti hanno realizzato con questo Storie dimenticate. Antifascismo, guerra e lotta partigiana nella provincia di Viterbo. E meritorio l’impegno della viterbese Sette Città Edizioni ha profuso per pubblicarlo. L’urgenza di un testo come questo la si avverte man mano che ci si addentra nella sua lettura. Per molti motivi. Il primo è la sensazione di sorpresa che suscita. Perché parlare di sorpresa? Perché, forse ingenuamente, è questo il sentimento che si fa strada venendo a conoscenza di quanto la lotta contro il nazifascismo abbia caratterizzato un territorio che, oggi, sembra politicamente votato alla destra più nera. È come se, leggendo queste pagine, si provasse un senso di straniamento, sorretto da una domanda: come può essere stato?

Eppure. Eppure queste pagine, fitte di dati, di nomi, di episodi, ricostruiti con la precisione di inediti documenti d’archivio, di testimonianze orali, di ricerche, testimoniano di una terra, di una provincia tra le più toccate dalla guerra e tra le più attive nella guerra partigiana e nella resistenza al regime.

Un testo che richiama alla necessità della memoria, alla necessità del recupero delle origini di una comunità che ha vissuto la Resistenza in ogni strato della sua popolazione. Storie e nomi che parlano una lingua familiare, in cui molti lettori del viterbese potrebbero ritrovare nonni o padri la cui azione rischia di essere dimenticata. Ma il fondamento della nostra Repubblica e della nostra Costituzione antifascista è proprio in quelle storie.

Cosa contraddistingue questo da altri testi dedicati alla Resistenza nel viterbese? Il fatto che queste pagine costituiscano quello che, a tutti gli effetti, può definirsi un affresco corale dal basso. In queste pagine troviamo la storia e le storie, seppure appena accennate, di quelle centinaia di uomini e donne che, con i loro gesti, hanno detto no, si sono schierati, hanno preso posizione contro un regime e contro un invasore che qui si è macchiato di atti criminali, sanguinari e vigliacchi, finiti nel dimenticatoio.

Non vi è paese e comune che non abbia avuto rappresaglie, uccisioni, che non abbia vissuto sulla propria pelle la barbarie delle SS con la complicità, purtroppo, di molti italiani. E, purtroppo, praticamente nessun di quei crimini ha avuto la giustizia della condanna dei colpevoli.

Questo libro è anche una forma di restituzione e di giustizia proprio a quegli uomini e a quelle donne nominati tra queste pagine. Ciascuno con il luogo in cui hanno operato, sia come partigiani sia come “semplici” cittadini incapaci di accettare la furia scatenatasi dopo il ’43.

Un libro che è anche un viaggio nella geografia della provincia viterbese, con la storia di alcune delle più note bande partigiane ma anche quella delle bande di cui nulla si trova nei libri di storia. Con la storia delle stragi e degli eccidi che ciascun paese della provincia ha vissuto e pagato con un tributo di sangue e di vittime.

Verrebbe quasi da dire che questo Storie dimenticate rappresenta un po’ il nobile tentativo di portar fuori dall’ombra qualcosa che, per sciatteria o per cattiva coscienza, si è preferito non indagare. In nome di cosa? Quale presunta conciliazione può mai essere preferibile alla verità. E qui, e questo fa ancora più impressione, la verità ha nomi e cognomi, che sono uomini e donne, che sono storie “piccole” gettate nella bufera della storia grande.

Davvero un pregevole lavoro di ricerca, approfondito, dettagliato, rigoroso. Di quel rigore che si deve alla storia e alla verità. E a una comunità che ha vissuto umiliazioni, soprusi, violenze, rappresaglie ma che, nella sua quasi totalità, ha resistito, combattuto, nascosto e aiutato chi con azioni, più o meno organizzate, ha detto no al fascismo. È un libro che non ci vergogniamo a definire emozionante perché quei nomi sono scolpiti, per fortuna, in queste pagine. Non più anonimi, non più dimenticati in qualche archivio. Ma voce viva, esempio, monito. Chi può, ascolti. Chi deve, ricordi.

Storie dimenticate. Antifascismo, guerra e lotta partigiana nella provincia di Viterbo Book Cover Storie dimenticate. Antifascismo, guerra e lotta partigiana nella provincia di Viterbo
Giorgio Fanti; Lucrezia Fanti
Storia
Sette Città
2020
414 p., brossura