Diploma maturità classica – Laurea in Giurisprudenza in 3 sessioni e mezza – Pratica legale – Pallavolista di successo – Manager bancario e finanziario – Critico musicale dal 1977 – 6 mesi esperienza radio settore rock inglese ed americano – Studi continuativi di criminologia ed antropologia criminale – Lettore instancabile – Amante della letteratura noir e “gialla “ – Spietato con gli insignificanti.

Nell’ambito del progressive rock inglese troppo spesso ci si dimentica di questa formazione e di questo disco in particolare. Greenslade portano il nome del loro fondatore, Dave Greenslade, eccelso tastierista già coi Colosseum. La particolarità del quartetto era che non contemplava la presenza di una chitarra solista. Infatti, col leader, c’erano, Dave Lawson (ex-Web, una band Usa), americano, tastiere e voce solista, l’unica nella band, Tony Reeves, anche lui ex-Colosseum, al basso elettrico, speso suonato in funzione solista ed Andy Mc Culloch, alla batteria, già nei King Crimson del terzo album, “Lizard” . Come si vede, una formazione di tutte stelle. Greenslade si adoperava al pianoforte, organo, mellotron, sintetizzatore, mentre Lawson era al piano elettrico, organo, synth e mellotron. Questa la “ripartizione tastieristica” nel disco, con incisioni contemporanee delle parti e varie sovrapposizioni. L’illustrazione della bella copertina del disco, con in evidenza il mago, loro simbolo, è opera del grande Roger Dean, responsabile di tutte le illustrazioni dei dischi degli YES e pure di qualcuno degli Uriah Heep, tra gli altri. Solo sette selezioni, alcune più lunghe delle altre. E la prima di esse fa subito il botto! Splendide sovrincisioni di organo, piano elettrico e mellotron, con cadenze rock magnifiche, guidate da Greenslade alla grande e dal basso, suonato con vibranti contorsioni da Reeves. Il brano è “Feathered friends” con musica di Greenslade e testi di Lawson e con quest’ultimo che canta dolce ed aspro a seconda dei momenti del brano. Evocativo il suono dell’organo, ma pure la sua splendida voce ed il pianoforte. Doppie tastiere sempre. Un pezzo che risuona della solennità di un mellotron splendido che riempie la stanza ad un certo punto. Contemporaneo a piano ed organo, ma il mellotron così solista non si era mai sentito prima, neppure con King Crimson e Moody Blues (che lo avevano inserito nel rock per primi.) Davvero un pezzo splendido! Che rimetteresti su in continuazione. “An english western”, sempre di Greenslade, si apre sul suo organo quasi medievaleggiante, punteggiato dall’altro di Lawson, doppio organo, dunque, E magnifico è il cambio di paso, sempre dell’hammond, sempre essenziale nei suoni e senza cialtronerie alla Wakeman o sbrodolamenti vari. Raddoppio col pianoforte e ripresa del riff principale. Brano solo strumentale di autentica classe. “Drowning man” (l’uomo che annega) si apre sul cantato quasi misterioso di Lawson ed una cadenza sui bassi, Il suo piano elettrico accarezza, assieme all’organo di Dave, la testa di chi ascolta, con una dolcezza superlativa, raddoppiata, sempre da Lawson al sintetizzatore, splendidamente! Una melodia meravigliosa e così semplice e lineare da lasciare quasi interdetti. E, poi, ancora, il mellotron, gigantesco ad elevare tutta la musica, prima della ripresa nervosa sancita dall’organo di Lawson. Musica e stesti di Greenslade, vero gigante nell’esecuzione, ricco di fantasia e smanie tastieristiche con pochi eguali all’epoca. Bellissima. “Temple song”, musica di Dave e testi di Lawson. col piano elettrico di quest’ultimo alla ribalta, con grande solo di Lawson al Fender Rhodes electric piano. Un suono che si insinua con classe e saggezza ovunque. Un altro gioiellino di classe e sentimento. Finale magnifico con la mente in fumo, sempre sul piano elettrico e sulle voci . Solare.
“Melange”, di Reeves, Greenslade e Lawson per la musica, è solo strumentale ed ha una scansione assai nervosa ed un suono vicino ad alcune cose degli YES più essenziali. Le parti tastieristiche (Synth e mellotron) sono formidabili. Qui stiamo parlando di gente a cui ……….. fumavano, strumentalmente! Sentite com’è suonato, da solista autentico, il basso da un grandissimo Reeves. Un brano che ben definisce la statura tecnica del quartetto. Eccellente. “What are you doin’ to me” è tutta di Lawson. Va verso soul e jazz, clamorosamente, e lui la canta bene. Caracolla a destra ed a manca, senza pause, Un po’ di caos c’è, ma è inconveniente di poco conto, Ha voluto mettere forse troppa carne al fuoco. “Sundance” si apre sul piano ed è musica di Greenslade. Il suo piano disegna, con Lawson sotto all’organo, figure di grande poesia. Improvvisa esplode la musica progressive e lascia senza fiato! Grandissimo e violento il lavoro dell’organo, con entrate sublimi ad ondate del mellotron, con effetti favolosi. Prima che Dave all’organo e Lawson al synth non si inventino una progressione ritmata assurda, col basso strepitoso, in un capolavoro complessivo incontestabile. Impazzano letteralmente. Prodigiosa. Bravissimi come pochi altri mai e non scherzo! Strumentale di forza ragguardevole e spessore straordinario. Chiusura degna di un capolavoro da (ri)scoprire.
GREENSLADE = LE TASTIERE AL POTERE.

Greenslade Book Cover Greenslade
Dave Greenslade
Rock Progressivo
1973