Diploma maturità classica – Laurea in Giurisprudenza in 3 sessioni e mezza – Pratica legale – Pallavolista di successo – Manager bancario e finanziario – Critico musicale dal 1977 – 6 mesi esperienza radio settore rock inglese ed americano – Studi continuativi di criminologia ed antropologia criminale – Lettore instancabile – Amante della letteratura noir e “gialla “ – Spietato con gli insignificanti.

Un opuscolo di non tantissime pagine per mettere a fuoco per bene la situazione della Russia post secondo conflitto mondiale e, soprattutto, dell’era Gorbacev e Eltsin, prima dell’avvento di Vladimir Putin, il nuovo, indiscusso zar. Romano, che è anche stato ambasciatore italiano in Russia dal 1985 al 1989, con stile molto secco e lineare, ripercorre le tappe storiche di questa enorme terra, che ha necessità di avere giustificazione alla sua esistenza, non solo politica, da una visione d’assieme nitida e prestigiosa per sé stessa. La figura di Putin non viene investigata nei suoi aspetti “personali “, ma solo in quanto promotrice delle politiche regionali e statali. La sua (di Putin) è una ricerca delle radici di una nazione e di un popolo, indispensabile per l’unità europea ed anche militare, tenuto conto delle attuali, sacrosante, capacità belliche. I valori e gli ideali nella loro ricerca continua hanno costituito lo stimolo principale del nuovo padrone della Russia, ben consapevole della tradizione che sin dai tempi di Pietro Il Grande e fino alla conclusione dei Romanov, con lo zar Nicola, assieme alla nuova e grande valorizzazione dallo stesso Vladimir attribuita alla chiesa ortodossa, alla quale ha garantito nuova forza e spazi vitali. Un grande lavoro di ricostruzione e di valorizzazione a favore di un popolo, assai individualista, ma anche profondamente religioso. E “La Grande Madre Russia“ riemerge dal suo immenso territorio a reclamare in modo pertinente il suo ruolo insostituibile a vantaggio di sé stessa, ma pure di tutte le altre nazioni europee. Dalla guerra senza quartiere al terrorismo islamico ceceno, fino agli interventi chirurgici in Georgia ed attualmente in Crimea e Ucraina, emerge la figura di uno statista tanto duro nelle reazioni, quanto sottile nella valorizzazione delle sue azioni dal punto di vista squisitamente politico. Netta la descrizione pure dei rapporti con Hillary Clinton, fortemente critici, e di benevolenza al momento con l’attuale neo eletto presidente Trump. Romano, nella pesantissima querelle sulla questione Russia – Ucraina, dà ragione ad entrambe le parti, per motivi sia storici che politici e di presenza di cittadini russi nelle zone contestate. Esemplificativa per capire l’idea che l’autore ha di Putin e del suo modo di gestire il potere quale esso si palesa chiaramente è la parte veramente conclusiva del saggio, nella quale Romano dice: “Mi chiedo: la democrazia è ancora un modello virtuoso che l’Europa delle democrazie malate e gli Stati Uniti delle sciagurate avventure mediorientali e del nuovo razzismo hanno il diritto di proporre alla Russia? Dovremmo piuttosto chiederci se all’origine dell’autoritarismo di Putin non vi sia anche la pessima immagine che le democrazie stanno dando di sé stesse“. Dinanzi ad un’analisi così lucida, pregna del perché Putin sia per il terzo anno consecutivo l’uomo più potente del mondo (dalla rivista americana Forbes) deriva che netta è la convinzione che sia l’unico, vero politico degno di questo nome oggi sul globo terracqueo . Bel saggio essenziale. TRE STELLE E MEZZO.

Putin e la ricostruzione della Grande Russia Book Cover Putin e la ricostruzione della Grande Russia
Sergio Romano
Saggistica
Longanesi
2016
145