Diploma maturità classica – Laurea in Giurisprudenza in 3 sessioni e mezza – Pratica legale – Pallavolista di successo – Manager bancario e finanziario – Critico musicale dal 1977 – 6 mesi esperienza radio settore rock inglese ed americano – Studi continuativi di criminologia ed antropologia criminale – Lettore instancabile – Amante della letteratura noir e “gialla “ – Spietato con gli insignificanti.

Dopo aver pubblicato negli anni passati quattro bei libri, perché tali erano, senza troppe discussioni, i Segreti di Londra, Parigi, New York e Roma, Augias si prova a descrivere i segreti di Istanbul, “Quella vecchia mano dell’Asia che si protende verso l’Europa “, come la vecchia Bisanzio veniva definita. Riesce nell’intento di descrivere sia turisticamente che storicamente la grande città sul Bosforo? Per quanto mi riguarda, la risposta è: NO! Eppure la città, sia storicamente che geograficamente è prestigiosa e pure magica. Si parte da lontano nel libro, citando pure Teodora e Giustiniano, senza troppo approfondire le due figure, pure basilari della storia di Bisanzio, ultima e definitiva propaggine dell’Impero Romano defunto. Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul, per secoli meta ricercata ed agognata da tantissimi. La città ha il suo respiro, i suoi profumi, le sue vie strettissime eppure sempre affollate, la parte antica con la Basilica di Santa Sofia, immarcescibile e piena di storia. La cui caratteristica è il “vuoto”, basilica che ti trascina verso l’alto senza paracadute. Nel periodo barocco in particolare le chiese erano piene di affreschi, di statue, di simboli, di altari, di pulpiti, qui, a S.Sofia, spicca il vuoto, in particolare, quello dell’immensa cupola. Dov’è che il libro manca? E’ probabilmente troppo garbato. Come non approfittare dell’occasione per parlare dell’harem di Maometto II, l’uomo che il 29 maggio del 1453 fece crollare Bisanzio-Costantinopoli e poi diede l’ordine ai suoi feroci turchi di prendersi tutto quello che volevano? Come non descrivere i costumi sessuali suoi e della sua corte, come non descrivere gli usi di combattimento dei giannizzeri, la squadra speciale di combattenti del sultano? Ci si perde in sterili descrizioni di personaggi insignificanti e di contorno e non si affonda la spada della scrittura e della descrizione in cotanta ricchezza di argomenti. E poi il libro molto spesso sfiora la noia. Perché non approfittare dell’argomento Orient Express che pure è uno dei migliori capitoli del libro, non limitandosi a descrivere posate e guarnizioni dei bagni? Libro descritto con spirito quasi mollemente lascivo e femminile. Ben altro il nerbo richiesto per uno dei popoli più crudeli, spietati e cattivi della storia. Qualche punto viene messo a segno con la descrizione di una carrellata di imperatrici belle e crudeli, di eunuchi che intrigano a corte, di sultani saggi ma pure folli e di schiave che diventano regine, come la bella Roxelana, che gli diede molti figli e ne condizionò pure una lunga fase di vita. Maometto salì al trono nel 1451 a diciannove anni e nel 1453 conquistò Costantinopoli. Uomo di grande cultura, ispiratosi a Cesare, creò la legge dell’assassinio del fratello di regno, in sostanza, i fratelli del neo eletto sultano venivano eliminati per non costituire pericolo per lui in futuro. Il libro di Augias nella prima parte è decisamente noioso e farraginoso. Si sfiora una noia mortale, un po’ una delle caratteristiche dell’autore. Nella seconda parte, invece, acquista ritmo e le notizie storiche e non sono decisamente più vivaci. Alla fine, non ci piace molto e merita DUE STELLE per il passato dell’autore, non tanto per questo testo.

I segreti di Istanbul Book Cover I segreti di Istanbul
Corrado Augias
Storia
Einaudi
2016
264