Diploma maturità classica – Laurea in Giurisprudenza in 3 sessioni e mezza – Pratica legale – Pallavolista di successo – Manager bancario e finanziario – Critico musicale dal 1977 – 6 mesi esperienza radio settore rock inglese ed americano – Studi continuativi di criminologia ed antropologia criminale – Lettore instancabile – Amante della letteratura noir e “gialla “ – Spietato con gli insignificanti.

Come ben sanno gli appassionati di libri “gialli”, dietro le pseudonimo Lars Kepler si celano due coniugi, Alexander Ahndoril ed Alexandra Coelho Ahndoril, sempre ritratti nella copertina posteriore dei loro libri. Questo corposissimo libro è un continuo succedersi di emozioni e stati d’animo coinvolgenti e subdoli. Tutto parte dall’avventura di un’escort invitata in una casa di grande prestigio da un cliente che non conosce. Prima che si svolga, con procedimenti un po’ perversi, la copula irrompe sulla scena un assassino che fa scempio del protagonista maschile dell’avventura e lascia incredibilmente in vita e testimone di tutto ciò la donna. Da qui parte una serie di eventi, concatenati strettamente, che riportano alla mente tremendi fatti del passato con sullo sfondo sempre i conigli, animali paurosissimi ed apparentemente insignificanti ma non in questa storia! Le modalità con le quali “Il cacciatore silenzioso” procede, la crudeltà estrema con cui porta a compimento le sue azioni, la glaciale filastrocca che accompagna tutto ciò, vengono alternate con l’azione spesso forte ma anche un po’ confusa dei due protagonisti: il detective liberato dal carcere per questa missione, Joona Linna, protagonista dei romanzi di Kepler e l’investigatrice Saga Bauer che lavorano su piani apparentemente inconciliabili ma molto connessi, in verità. Non svelo null’altro della trama, ma vado a rilevare alcuni aspetti importanti per decifrare tutto l’impianto dell’opera. Avrebbero potuto sicuramente essere più sintetici e concisi nello sviluppo del romanzo. Taluni passaggi paiono faticosi, sebbene inseriti in un contesto decisamente incalzante. Alcune pagine, come quella dell’amica psicologa della Bauer dentro la toilette di uno spazio riservato ai camionisti, sono pungenti, maliziose e pure spassose perché estremamente realistiche. Altre paiono un po’ troppo compiaciute ed un tantino lente. L’individuazione, alla fine, del volto dell’assassino cacciatore avviene con l’ausilio di tecniche fotografiche strepitose ben descritte dagli autori. Rigagnoli di orrore scorrono quasi sempre nel sottobosco della narrazione. I dettagli sono rabbrividenti nell’antro dell’orco, qualcosa di più pesante della caverna Buffalo Bill, protagonista de “Il silenzio degli innocenti”. Alla fine, “la caccia” umana è l’elemento principale del libro e lo è nei suoi aspetti più crudi e deliranti da parte del protagonista negativo. Il passato torna a galla violento, senza misericordia, i protagonisti di allora paiono dominati da una forza bruta che li rende semplici fantocci nelle sue mani. Finale tostissimo con salivazione azzerata. Romanzo duro, di spessore, senza misericordia alcuna, uno dei migliori della coppia assieme alla rivelazione “L’ipnotista” con cui sfondarono anni fa. TRE STELLE E MEZZA.

Il cacciatore silenzioso Book Cover Il cacciatore silenzioso
Lars Kepler
Thriller
Longanesi
2016
640