Sono nato a Viterbo, ma vivo da tutta la mia vita ad Ischia di Castro. Frequento il quinto anno di Liceo Scientifico. Posso dire senza dubbio che i libri siano stati la mia prima passione: leggo di tutto da quando sono bambino, anche se ho una predilezione per i Saggi di stampo scientifico. Negli anni di scuola superiore mi sono appassionato ai classici greci e latini, che amo leggere e tradurre. Ho anche una grande passione per il fumetto italiano.

L’ultima intervista di Eshkol Nevo

Di Lorenzo Contorni

Cosa succede quando uno scrittore smette di raccontare storie ai suoi lettori?

Avviene che si rassegna a raccontare l’unica cosa che un romanziere non racconta mai: la sua storia. E questo fa Eshkol Nevo nel suo romanzo L’ultima intervista: racconta, con una sottile nota di autobiografismo, la vita di uno scrittore, dall’infanzia nello Stato di Israele, passando per le più significative tappe della sua storia, i primi amori, il matrimonio, i figli, i primi romanzi e il successo, fino alla fine della sua carriera.

Nevo decide di dar vita al suo scrittore, un omonimo Eshkol Nevo nel quale l’autore si identifica metaforicamente, attraverso un’intervista per un blog online. Lo scrittore, prima di rispondere alle domande, premette che, per la prima volta nella sua vita, smetterà di temere il giudizio dei critici, dei lettori e degli studenti e si rassegnerà a dire la verità sulla sua vita.

E così le risposte alle domande poste dal blog diventeranno l’espediente per narrare le più importanti vicende capitate allo scrittore. Le domande sono le più disparate, dalle semplici curiosità (“Perché non ci sono giapponesi nei suoi romanzi?”), alle domande tecniche (“Come fa a trovare un volto ai suoi personaggi?”), fino a quelle più personali (“Come concilia il lavoro e la famiglia?”); ma ogni domanda per lo scrittore ha lo stesso peso: ognuna serve a sciogliere un altro nodo del complicato gomitolo che è diventata la sua esistenza.

Nel corso del romanzo, lo scrittore ci presenterà se stesso, con i suoi dubbi e le sue paure, oltrechè i suoi punti di vista su vari argomenti: la guerra, la povertà, il dubbio successo di scrittori ricchi ma senza talento, il matrimonio e la vita coniugale, i figli, la malattia e la morte. Ad ogni domanda alla quale risponde, lui prende un po’ più coscienza di sé, delle sue capacità, ma, soprattutto, dei suoi errori, che saranno la chiave per capire come egli sia arrivato alla decisione di porre un punto finale alla sua carriera di scrittore.

Ripenserà agli errori fatti quando era soldato, in una guerra che a lui era sembrata profondamente insensata fin dall’inizio; agli errori fatti con i figli, le cui vite non erano altro che nuovi pretesti letterari da inserire nei suoi prossimi romanzi; agli errori con la moglie, tanto amata e tanto tradita, fino al punto di arrivare alle soglie del divorzio; ed agli errori fatti con gli altri, gli amici, i famigliari e, non per ultimi, i lettori, ai quali aveva sempre taciuto la sua vera opinione su molti argomenti.

Questo incredibile viaggio all’interno della mente e della vita di un uomo assume connotati ancor più profondi quando lo scrittore protagonista mette in campo i “comprimari” della sua storia e ne racconta le vite ed espone i legami che ha con loro; partendo dalla moglie Dikla, che tanta parte ha avuto nella sua vita, ma che ora si sente tradita ed abbandonata, passando per gli amici del cuore: Ari, con il suo cancro terminale e la sua voglia di vivere e non soffrire, ed Hagai Carmeli, fuggito di casa da ragazzo senza che lo scrittore potesse dirgli addio, trasformandosi così nell’ennesimo rimpianto mai consolato dell’uomo; arrivando ai figli, Yanai, Noam e Shira, i quali hanno perso i contatti col padre ed ora che lui è procinto di andarsene di casa teme di perderli per sempre, Shira in particolare assume una certa rilevanza, poiché gran parte della sua vita viene velatamente svelata dal padre nei suoi libri.

Ma fondamentali sono anche tutti gli altri “personaggi secondari” che compaiono all’interno della storia: il giallista svedese Axel Wolf, “rivale” mediatico dello scrittore, con un passato poco limpido; Ma’ayan, appassionata lettrice dei libri del nostro scrittore, deceduta in un incidente d’auto sulla Carrettera de la Muerte, strada che anche lo scrittore ha affrontato, sopravvivendo; Zorba il greco, personaggio di un libro amato da bambino dal protagonista, tanto da arrivare ad essere la personificazione della parte più istintuale del carattere dello scrittore…

Queste sono solo alcune delle figure che appaiono nel libro, che diviene un palcoscenico sul quale Nevo mette a recitare tante personalità diverse in una biografia che è dichiaratamente la spudorata verità, ma che risulta paradossalmente un romanzo, nel quale lo scrittore è voce esterna ed interna allo stesso tempo, capace di fornirci una visione completa della storia. La qualità primaria de racconto è proprio quella di essere scritto come un libero flusso di coscienza, sfrenato eppure così chiaro: il narratore non vuole narrarci qualcosa, non è suo interesse essere compreso, né sua intenzione l’essere compatito o appoggiato nelle sue decisioni oppure ancora insegnare qualcosa ai suoi lettori; egli vuole solo esporre i fatti, come li ricorda, senza filtri, nella speranza di poter finalmente trovare un ordine a quegli anni vissuti senza riflettere sul momento presente. Tutto il libro è una grande riflessione su eventi che hanno caratterizzato in qualche modo la vita del narratore ed un suo tentativo di capire perché la sua vita sia andata a rotoli.

Nevo riesce a strutturare perfettamente un romanzo che sia contemporaneamente una denuncia ai vari aspetti della società moderna che egli reputa errori della stessa, ma anche una semi-autobiografia. Nel suo romanzo Nevo mette in campo diversi personaggi, ognuno dei quali assume un significato allegorico, facendosi portavoce di un’intera classe sociale: il protagonista è la summa di tutto ciò che Nevo immagina possano essere le insicurezze ed i dubbi di uno scrittore, oppure Axel Wolf è una denuncia agli scrittori senza talento che raggiungono il successo tramite azioni poco pulite, e questi non sono che due dei numerosi esempi di questa denuncia sociale.

Eshkol Nevo è autore di una storia nella storia, che narra sia dello scrittore stesso che la società in cui viviamo, con le sue bellezze e contraddizioni, rendendo L’ultima intervista un capolavoro del metaromanzo contemporaneo.

L'ultima intervista Book Cover L'ultima intervista
Eshkol Nevo. Trad. di Raffaella Scardi
Letteratura
Neri Pozza
2019
413 p., brossura