Fun/More Fun. Quando il fumetto racconta la storia del cruciverba

Fun/More Fun. Quando il fumetto racconta la storia del cruciverba

La scorsa primavera, esattamente sabato 8 Aprile, ho passato una giornata con Paolo Bacilieri, abbiamo presentato il suo ultimo lavoro, il dittico Fun/More Fun, edito da Coconino Press – Fandango, al circolo Arci Cosmonauta di Viterbo all’interno della manifestazione Librimmaginari.
Due i personaggi principali: Zeno Porno (sempre lui!): autore Disney ed ex agente della CIA, eroe un poco bislacco “anche” alter ego dell’autore. Pippo Quester (scrittore con il faccione di Umberto Eco): mentore di Zeno alle prese con la gestazione di un libro.
Il fumetto si struttura intrecciando tre filoni narrativi. Uno ambientato nella Milano contemporanea dove Zeno Porno conosce Pippo Quester che sta scrivendo la storia del cruciverba e di coloro i quali hanno prestato intelligenza, sensibilità e intuizioni nella produzione e nell’evoluzione del gioco. I due si ritroveranno coinvolti in un giallo dove una ragazza (Mafalda) sembra praticare l’arte della menzogna alla perfezione e avere molto da nascondere. Questa dimensione narrativa (la fiction) fornisce a Bacilieri il pretesto per fare un excursus all’interno della storia (poco conosciuta) di uno dei giochi enigmistici più famosi al mondo. Drammaturgia e storiografia corrono parallelamente e si supportano a vicenda. Il terzo elemento che viene inserito consta di storie brevi a colori (con allusioni all’estetica de “La Settimana Enigmistica”) senza un ruolo narrativo specifico ma che arricchiscono la lettura con improvvise divagazioni ammiccando alla struttura del cruciverba, al modo in cui le parole s’incrociano senza evidenziare necessariamente dei nessi logici.
Una pubblicazione di storie brevi (che riuniva materiale in parte già pubblicato) è il progetto di libro che l’autore stava preparando quando Stefano Bartezzaghi, figlio di Piero (famoso enigmista) e fratello minore di Alessandro (condirettore de La Settimana Enigmistica), gli suggerisce l’idea di un fumetto sulla storia del cruciverba. Stefano ha scritto “L’orizzonte verticale”, libro edito da Einaudi sull’invenzione e la storia del cruciverba e Bacilieri, dopo averlo letto si entusiasma dell’idea.
In questo meccanismo di suggestione credo stia il volano dell’opera. Perché fare una storiografia a fumetti se questa è appena stata fatta nella più “consueta letteratura”? Dov’è la necessità poetica? Perché inserire una fiction palesemente ispirata (anche) ai fatti che hanno scaturito l’inizio del progetto? Perché costruire un giallo a partire da un pretesto? Perché non rinviare il progetto delle storie brevi invece d’inserirle quasi per forza?
Credo che Bacilieri abbia intravisto una opportunità per sé stesso e per il medium. Il fumetto in quanto tale, la sua specificità, il suo potenziale, è il valore aggiunto del progetto. La narrazione storiografica di Bartezzaghi e i fatti storici noti vengono integrati (in molti sensi e in molte direzioni). L’autore sembra dirci “Ho voluto raccontare a fumetti la vicenda (sotto mentite spoglie) di come e perché ho deciso di fare un fumetto storiografico e di come strada facendo ci sia finito dentro molto altro trasformando il libro in una sorta di panino farcito”. La vita entra dalla porta principale mischiandosi all’immaginazione. Le dimensioni si sovrappongono, convivono, e questa è prerogativa dei comics. Chiaramente Bacilieri racconta anche la storiografia di Quester/Bartezzaghi perché la tesi è che Pippo Quester (il cui nome è preso da un racconto di Thomas Mann) sta a Stefano Bartezzaghi come Zeno Porno sta a Paolo Bacilieri. Nella fiction Pippo sta raccogliendo materiale per scrivere il libro che Stefano ha nella realtà già scritto. Zeno Porno ascolta gli aneddoti che finiranno nel libro e così realizza quel percorso di conoscenza che Bacilieri ha fatto per realizzare il fumetto e che il lettore farà leggendolo. Si fortifica così il (fondamentale) sodalizio fra personaggio, autore e lettore perché identico è il sentiero cognitivo, svolto i tre tempi diversi tutti presenti dentro le pagine del libro. Questo coagulo di dimensioni rende l’opera potente, la eleva al cubo. Le lunghezze d’onda di sceneggiatura, produzione e fruizione finiscono per entrare in fase determinando quel valore aggiunto al sistema che è poi l’energia potenziale dell’opera.
Il dittico Fun/More fun è quindi la dimostrazione di come il fumetto racconti altro (e in modo diverso) e che alcune narrazioni rendono bene solo come successione di vignette. D’altronde, specie se d’autore, il fumetto interagisce spesso con le circostanze reali facendole “entrare” nella narrazione.
In questi continui giochi di sovrapposizioni è divertente riconoscere Tanino Liberatore o Giorgio De Chirico che prestano i loro volti a dei personaggi. Oppure individuare riferimenti ad altri fumetti di Bacilieri (Weneto).
Molti i nessi fra cruciverba e fumetti. Entrambi “ospiti” di testate giornalistiche simili. Entrambi figli della stessa epoca, hanno risposto alle stesse necessità (l’intrattenimento moderno) in modo intelligente e divertente, tanto che dopo più di un secolo godono entrambi di ottima salute. Ma l’aspetto che sembra
aver suggestionato l’autore più di ogni altro è quello che riguarda la griglia. Oltre ad un rapporto privilegiato con la parola che completa il senso dell’impianto grafico, fumetto e cruciverba hanno in comune il progetto basato sulla geometria. Vignette e caselle, tavole e cruciverba, il bianco e il nero. La matita. Questo parallelismo porta inevitabilmente all’architettura come forma espressiva progettuale per antonomasia. Ma il fecondo rapporto dialettico fra fumetto e architettura è già patrimonio del linguaggio a fumetti e Bacilieri pare saperlo bene. L’architettura intesa come ricostruzione storica, ambientazione, proscenio, scenografia dentro cui far svolgere l’azione, sviluppare una drammaturgia, far vivere personaggi e metterci dentro delle storie. Ma anche come forma d’arte d’elezione per farsi ispirare nella costruzione grafica di una tavola. La piantina o il prospetto di un palazzo non sembrano una pagina a fumetti? Le stanze o le finestre non sono (quasi) vignette?
Bacilieri, autore colto e maturo, raccoglie la “sfida” di Bartezzaghi sapendo cosa, come e quanto il linguaggio a fumetti sia in grado di dare. Intuisce che può raccontare la sfida stessa, “rappresentare” gli aspetti storiografici e “raccontare” quelli grafici. Arricchire l’esposizione dei fatti con invenzioni (im)pertinenti. Divagare sul tema in modo (apparentemente) gratuito. Rivolgersi all’architettura per produrre il concept grafico dell’opera e al tempo stesso ambientare storia e cronaca. L’opera inizia e finisce con una serie di tavole che raccontano tutto senza dirlo. 11 tavole di “preludio” e 6 di “titoli di coda” in cui il disegno delle architetture, delle griglie grafiche dei fumetti e dei cruciverba si susseguono senza soluzione di continuità in una sublimazione estetica che dal realismo porta all’astrazione geometrica e viceversa. Un dittico imperdibile, un lavoro colto ed elegante, che racconta in modo un poco barocco una favola razionalistica.
3 domande all’autore
Puca Jeronimo Rojas Beccaglia- Cosa è stato determinante nella scelta di fare Fun/More Fun?
Paolo Bacilieri- Leggere il libro di Bartezzaghi, credo, “L’Orizzonte verticale”. Vi ho trovato dentro un sacco di personaggi straordinari che chiedevano a gran voce di essere disegnati, raccontati a fumetti. Da me.
PJRB- Il tuo è un fumetto “intelligente” senza essere pesante. È una intenzionalità poetica o le cose hanno assunto una loro dimensione a prescindere?
PB- Lo spero. Ho preso senza dubbio qualche rischio con questo progetto, quando potevo semplicemente limitarmi all’aspetto storico, ho inserito delle storielle, di poche pagine ciascuna, a colori, e una vicenda contemporanea, con Zeno e Pippo Quester. L’ho fatto a ragion veduta, mi sembrava giusto, eticamente, esteticamente, ma soprattutto emotivamente.
PJRB- Il doppio finale lascia alcuni dubbi su quale sia la verità. In entrambi i casi abbiamo un personaggio che si squalifica. Sei stato un poco cattivo o sbaglio?
PB- Mah, non troppo, spero, io tutto sommato voglio bene ai miei personaggi. Però il fatto di lasciare dubbi, di aprire voragini, invece di chiudere tutto, è voluto. Perché la cosa bella sia dei fumetti che del cruciverba è il prima, quelle vicende che ci tengono con il fiato sospeso, le vignette della pagina successiva, quelle caselle bianche da riempire, le definizioni che ci risultano misteriose, ignote. Il dopo, quando tutto è risolto, è meno interessante, n’est pas, Puca?
PJRB- Oui mon ami et Umberto Eco serait d’accord…

Fun/More Fun dittico Book Cover Fun/More Fun dittico
Paolo Bacilieri
Fumetti
Coconino Press - Fandango
Fun pag 144 B/N + colori More Fun pag 160 B/N + colori
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