Laura Vargiu è nata a Iglesias, nel sud della Sardegna. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Cagliari con una tesi in Storia e istituzioni del mondo musulmano, è presente con poesie e racconti in diverse raccolte antologiche nazionali. Vincitrice del Premio Letterario “La Mole” di Torino nel 2013 e autrice di alcune pubblicazioni di poesia e prosa, tra cui “Il cane Comunista e altri racconti” (L'ArgoLibro Editore), fa parte della redazione della rivista di poesia e critica letteraria “Nuova Euterpe” e della giuria di alcuni concorsi letterari.

«L’arte fu il suo unico amore»: Vincent van Gogh nei ricordi della sorella Elisabeth

di Laura Vargiu

In occasione della grande mostra a Roma dedicata a Van Gogh, ancora in corso presso Palazzo Bonaparte sino al prossimo ventisei marzo, l’autunno scorso le Edizioni Via del Vento di Pistoia hanno riproposto Mio fratello Vincent di Elisabeth van Gogh, volumetto n° 64 della collana «I quaderni di via del Vento» in cui si alternano testi inediti e rari del Novecento di carattere sia artistico che letterario.

Vincent van Gogh Autoritratto (1887)

Già uscita nel 2012, la pubblicazione è stata curata e tradotta da Francesca Degani e, in questa seconda edizione, arricchita con l’inserimento di una serie di disegni appartenenti all’intenso periodo di attività di van Gogh tra gli anni 1882-1889. Il volumetto offre, in nuova traduzione, una selezione di brani tratta dall’opera Vincent van Gogh. Persoonlijke herinneringen aangaande een kunstenaar (1910) a firma della sorella del celebre pittore olandese; si tratta di ricordi personali, come precisa anche il sottotitolo riportato dal testo della casa editrice toscana, che ricostruiscono la purtroppo breve e tribolata esistenza (1853-1890) di uno tra gli artisti più straordinari e importanti al mondo.

«Non ancora adulto, il suo genio era già totalmente presente in lui, ma lui non ne era consapevole, come un neonato che non sa che cos’è una madre, benché ne riconosca la voce».

Nata nel 1859 e quarta dei sei figli del pastore protestante Theodorus van Gogh, Elisabeth pubblicò il suo libro due decenni dopo la morte del fratello maggiore; altri ventisei anni abbondanti sarebbero poi trascorsi prima della sua scomparsa. Pure le stesse vicende personali della donna – per le quali si rimanda all’esauriente nota biografica in chiusura del volumetto – furono abbastanza travagliate. Il suo si rivela un racconto dallo stile semplice, ma coinvolgente, che contribuisce alla conoscenza della assai complessa personalità di Vincent a cui, come lei scrive, «fratelli e sorelle […] erano estranei; la sua stessa persona gli era estranea, come lo era la sua giovinezza».

Non si stenta a credere che l’arte fosse «il suo unico amore», così come non v’è dubbio su quale genere di vita l’artista abbia condotto dalla giovinezza sino alla morte, avvenuta in circostanze ancora misteriose a soli trentasette anni in un villaggio della Francia settentrionale.

Elisabeth van Gogh (fonte www.viadelvento.it)

Da queste pagine emergono così sogni, preoccupazioni, delusioni dei genitori per il futuro di un figlio dal genio «troppo vivo» e l’animo tormentato che lo accompagneranno nelle proprie peregrinazioni fisiche e non solo. Olanda, Belgio, Inghilterra, Francia, furono le tappe di un inquieto cammino che l’autrice tracciò attraverso una prosa precisa e ricca di informazioni utili a trasmettere un ritratto del personaggio in questione davvero sorprendente e spesso persino commovente: timido e taciturno, ma “loquace” nella corrispondenza, dimesso nel vestire, sensibile al dolore altrui, solitario e perso nei propri pensieri come negli assolati colori della Provenza la cui esplosione «si sarebbe riflessa nelle vernici delle sue tele, ancora più viva che nella realtà».

«Sottraendosi ed estraniandosi da qualunque occasione sociale […] era a suo agio soltanto fra i poveri, i semplici e gli infelici. Nei loro confronti era così discreto da escludere qualunque sospetto di invadenza».

Anche del legame privilegiato che Vincent ebbe con il fratello Theo, il quale, complice un destino beffardo, lo avrebbe seguito nella tomba a distanza di ben poco tempo, Elisabeth non manca di riferire. «Ne risulta un ritratto – sottolinea infine nella sua nota al testo la curatrice – complementare alle lettere e originale di un’osservatrice vicina a lui, ma della cui presenza Vincent sembra quasi non accorgersi, nella sua impenetrabile solitudine».

Una lettura scorrevole, estremamente piacevole e interessante che non può che incontrare il favore degli appassionati d’arte e letteratura. Una ristampa preziosa, questa del volumetto di Elisabeth van Gogh, che dà occasione di rinnovare il plauso a tutta l’attività editoriale portata avanti con grande passione e professionalità dall’editore Fabrizio Zollo e dai suoi collaboratori negli oltre trent’anni di attività delle Edizioni Via del Vento.

Si ricorda che dal 2019 la collana «I quaderni di via del Vento» è cessata, mentre resta attiva quella denominata «Ocra gialla», anch’essa incentrata su opere inedite e rare del secolo scorso, ma limitatamente a quelle di grandi letterati. Per maggiori informazioni si segnala il sito web della casa editrice http://www.viadelvento.it/, dove è possibile consultare il catalogo completo.

Mio fratello Vincent. Ricordi personali Book Cover Mio fratello Vincent. Ricordi personali
Elisabeth van Gogh
Memorie
Edizioni Via del Vento
2022
48 p.,