Gae Saccoccio ha alle spalle studi di filosofia all'Università di Perugia. E' un filosofo del vino, esploratore del cibo e organizzatore di eventi presso Rimessa Roscioli a Roma. Ha un bellissimo blog, di carattere enogastronomico e letterario che è www.naturadelecose.com E scrive anche benissimo

The Passenger – Per esploratori del mondo: GIAPPONE, Iperborea (Milano, 2018)

Sedendo quietamente, senza far nulla

Viene la primavera, e l’erba cresce da sé. Tratto dallo Zenrin Kushû 禪林句集

La casa editrice Iperborea (clicca su Iperborea per vedere il suo sito) è stata fondata nel 1987 da Emilia Lodigiani con lo scopo di diffondere in Italia le letterature “nordiche più appartate”.  Pubblicazioni di raffinata veste grafica in un formato più stretto rettangolare in verticale che ripropongono classici e premi Nobel in nuove traduzioni o inediti contemporanei, voci letterarie originali dai paesi scandinavi (Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia), oltre alle svariate letterature dell’Europa del Nord: baltica, nederlandese, islandese (incluse le antiche saghe medioevali); una collana di narrativa per l’infanzia (I Miniborei); una serie dedicata alle mitiche strisce illustrate dei Mumin dell’autrice Tove Jansson che in Finlandia è un vero e proprio monumento nazionale. Dal 2018 Iperborea sta uscendo anche con The Passenger, un libro-magazine che raccoglie inchieste antropologiche d’attualità, reportage letterari, saggi narrativi che formano il ritratto della vita sociale di tutto un paese e dei suoi abitanti. Sono già stati pubblicati i numeri monografici dedicati a Olanda e Islanda. Usciranno tra marzo/giugno prossimi anche una monografia sul Portogallo e una sulla Norvegia. The Passenger Giappone non poteva che suscitare la nostra più curiosa attrattiva su un paese ricco come pochi di contraddizioni culturali, enigmi psicologici, complessità d’ordine economico, sociale, urbanistico, gastronomico e così via. Si comincia dai numeri. La superficie dell’arcipelago giapponese è di 377.972 km² di poco più grande dell’Italia che invece equivale a 301.338 km². La popolazione attuale è di 126.451,398 abitanti di cui 37,5 milioni vivono a Tokyo che oltre a detenere il primato di città più affollata del pianeta è anche il luogo con la più elevata densità di ristoranti al mondo. Non è mai impresa facile rendere conto della complessità del reale. Il rischio maggiore che si corre è quasi sempre quello di semplificare le infinite trame della vita, le inesauribili storie del mondo banalizzandole in tanti luoghi comuni col fastidioso vezzo di ridurre tutto a macchietta di costume, a rigidi episodi di circostanza. Vedi i falsi miti e i mille clichés da sfatare: la risaputa freddezza dei giapponesi, il maniacale senso dell’ordine, gli eccessi o addirittura gli abusi di cortesia, l’ospitalità esasperata come stile di vita (l’omotenashi è la ricerca dell’armonia, pretendendo di intuire le esigenze dell’ospite). D’altra parte però, come si può, in poche pagine, dar conto della caleidoscopica complessità o civiltà di un intero popolo il cui immaginario collettivo, la cui storia delle idee è stratificata a sua volta in un universo composto da multiformi galassie d’idee ognuna delle quali meriterebbe approfondimenti senza fine: i Samurai, lo Zen, l’Ikebana, il Kintsugi, L’ukiyo-e, il Teatro Nō, lo Shintoismo, il Buddhismo, la tecnologia/industrializzazione esasperata, i Manga, l’arte dei Kimono, gli Haiku, le Geishe, i Kamikaze, l’Harakiri, il Sake o Nihonshu etc.? Questo numero monografico di The Passenger consacrato al Giappone tenta tuttavia un approccio non banalizzante e niente affatto semplicistico alla complessità, proponendo varie angolazioni di lettura, offrendo interpretazioni originali dalla prospettiva di vari autori/autrici, in merito a molte delle questioni più sostanziali circa la realtà – o il sogno? – del Giappone contemporaneo. Ecco i titoli e le tematiche degli articoli raccolti in questo coinvolgente libro-inchiesta sul Giappone:
Fantasmi dello tsunami è un reportage dello scrittore e corrispondente inglese del Times a Tokyo Richard Lloyd Parry, focalizzato sul culto degli antenati che è la vera e propria religione interiore di stato per ogni giapponese che si rispetti.
Perché il Giappone è immune al populismo del saggista olandese Ian Buruma, grande esperto del Sol Levante, propone una disanima in chiave ottimistica sul nazionalismo di Abe che alla fin fine è sorretto dalla classe media la quale riesce ad assicurare un certo equilibrio sociale. A questa lettura è strettamente connesso l’altro pezzo del giornalista investigativo Jake Adelstein (bisogna leggere Tokyo vice dove racconta in prima persona la sua vita di reporter minacciato dalla Yakuza) sulla setta segreta Nippon kaigi devota a un culto shintoista iperconservatore fondato negli anni settanta del secolo scorso.
Ti dico solo grazie della celebre scrittrice Banana Yoshimoto è una malinconica riflessione che poi è soprattutto una dichiarazione d’amore al quartiere di Tokyo Shimokitazawa dove l’autrice ha vissuto per alcuni anni.
Il prosciugamento dei desideri dello scrittore e sceneggiatore giapponese Murakami Ryū, famoso in tutto il mondo per aver scritto Tokyo decadence (2004), invece è una meditazione accorata sui temi del calo del desiderio e sull’espandersi della depressione causati a quanto sembra dall’instabilità socioeconomica.
Uomini e orsi di Cesare Alemanni scrittore e giornalista che dal 2013 al 2016 ha fondato e diretto la rivista internazionale in lingua inglese The Berlin Quarterly. Qui Alemanni fa luce sugli ainu un popolo preistorico dell’Hokkaidō, l’isola più settentrionale del Giappone. L’etnia ainu è considerata una sorta di aberrazione preistorica che ha subito varie forme di repressione la quale tuttavia è riuscita a resistere ad ogni forma di assimilazione proprio grazie all’ostinazione con cui ha tenuto in vita le proprie tradizioni, abitudini e costumi.
Vivere da Giapponesi è un reportage di gonzo-journalism dello scrittore Brian Phillips, un’inchiesta itinerante alla ricerca del senso di una disciplina antichissima intrisa di gerarchie, significati simbolici e rituali pseudo-religiosi come il Sumo.
Gli evaporati del Giappone, di Léna Mauger affronta gli “evaporati” un fenomeno inquietante la cui tradizione risale al Giappone feudale per cui uomini e donne decidono di far perdere le proprie tracce e scomparire aiutati da organizzazioni inquadrate per mestiere a far evaporare il passato dalla biografia della gente.
Affari di famiglia è una lettura della società giapponese attraverso le rappresentazioni della famiglia nel cinema classico e in quello attuale. Giorgio Amitrano, l’autore dell’approfondimento, è professore all’Orientale di Napoli, traduttore in italiano di alcuni degli scrittori giapponesi più importanti: Murakami, Kawabata, Yoshimoto, Miyazawa.
Sweet Bitter Blues, dove Amanda Petrusich critica musicale del New Yorker ed esperta di sottoculture, s’interroga sul significato recondito della passione nipponica per il blues afroamericano.
Infine, la poetessa e mia cara amica Sekiguchi Ryōko di base a Parigi, traduttrice in francese di Tanizaki ed altri grandi scrittori giapponesi, firma un pezzo molto amaro sulla condizione femminile e l’identità trasfigurata delle donne dipendenti dal marito: Le donne del “fai da te”. Prendendo avvio da circostanziati ricordi di famiglia che vedono la madre come punto di fuga della sua formazione di donna e intellettuale in lotta per la costruzione della propria individualità a partire dal lavoro manuale, Ryōko-san ritrae un quadro ad ampio raggio sui rapporti coniugali distorti, sulla società classista/maschilista Giapponese per cui le donne lavoratrici con ruoli di senior nelle aziende, risultano essere all’ultimo posto della classifica mondiale.

Gae Saccoccio 

Giappone. The passenger. Per esploratori del mondo Book Cover Giappone. The passenger. Per esploratori del mondo
AA.VV; Illustrazioni di E.Massa; L.Liverani
Reportage
Iperborea
2018
192